White here

Postati in Senza Categoria su gennaio 28, 2009 da Daniell

Ma perhé dovrei tenere un blog? Per mostrare alle uniche tre persone che mi conoscono quanto sono miserabile?

Lo sanno giá.

Un giorno mi piacerebbe sentire un “come va” in cui davvero sembri che qualcuno ascolterà la mia riaposta.

Why does it always Rain, oh me?

Postati in Senza Categoria su dicembre 25, 2008 da Daniell

Mi sfugge totalmente l’armonia del mondo. Quindi, ricapitolando, tutto dovrebbe accadere per un motivo, o meglio, tutto ha un senso? Ma, spiegatemi, si intende in fin di bene ?

Il lungo termine non lo considero quasi più, da molto, non progetto e non prevedo. I sogni li ritengo una cosa a parte: Rifugiarmi nell’irealizzabile non fa per me, tuttavia spesso mi perdo in quello che potrei essere io tra 20 anni, e l’unica cosa che posso dire è che mi vedo ricco.

A parte questo cerco di guardare ogni cosa una per volta, mi concentro su quello che potrebbe succedere nel giro di poco tempo, diciamo che abbasso lo standard, non gioco pesante e azzero il rischio. Le cose non si annullano vicendevolmente, quindi non c’è poi tutta questa armonia…credo che a furia di incassare piccole somme arriverò anche io corto alla fine del mese.

Le settimane scorrono, e se non arrivo alla quarta non fa niente, azzero il conto e ricomincio da capo: uno, due, tre…uno, due, quasi tre. Volevo una penna stilografica, un portafoglio, un libro, ora che li ho, cosa posso volere di più? Dovrei risparmiare qualcosa per un nuovo televisore, certo se iniziassi a lavorare, studio abbastanza, studio abbastanza?

Facciamo una lista di cose belle ed una di cose brutte:

Cose Belle: il libro, la penna stilografica, il portafoglio, l’iphone, l’agendina, un disco nuovo, la lista delle cose belle

Cose brutte: La lista delle cose belle

Se a voi va bene, a me va bene.

Postati in Senza Categoria su novembre 30, 2008 da Daniell

scrivo molto spesso per questo blog, anche se non pubblico

non vedo proprio il motivo per farlo

il prozac non fa proprio più effetto

Daniele, ti sei mai innamorato?

Postati in Senza Categoria su settembre 21, 2008 da Daniell

RISPOSTA 1

Io m’innamoro sempre, di ogni ragazza con cui esco – sono i peggiori. Il mio rapporto con le ragazze è uguale a quello che ho con i Libri: quando m’innamoro, è come se iniziassi un libro, io leggo voracemente, tutto di un fiato, specialmente i libri che amo. Quando il libro finisce, sono così stordito dall’esperienza che mi sembra di non avere fatto altro che leggere quel libro per tutta la mia vita. Poi, appena mi rendo conto che il libro è finito, sento un senso di vuoto, e capisco che devo rimettere il libro sullo scaffale e magari prenderne un altro. Anche se quel libro è il migliore che abbia mai letto, ho preso tutto quello che poteva darmi in pochi giorni e non ne è rimasto niente.

RISPOSTA 2

Avete presente quando durante la primissima adolescenza v’innamorate di un attore o un cantante? Lo seguite nelle riviste, lo sognate, vi ritagliate i suoi articoli e li appendete al muro… Queste esperienze, soprattutto a quell’età contribuiscono a dare una dimensione alla tua sfera emotiva, ti influenzeranno anche nel lungo periodo perché creano un piccolo background da cui iniziare, un piccola idea artificiale delle relazioni personali. Le esperienze del cantante e dell’attore plasmano le aspettative che avrai del tuo futuro partner (per questo le boyband vanno di moda…sono così rassicuranti quei ragazzi sagomati sul cartone!).

Beh, in tutti questi anni mi è successo di innamorarmi soltanto di pornostar. Se hai capito il concetto capirai che questo ha ridisegnato drammaticamente i confini della mia percezione dell’amore. La coppia felice, l’amore incondizionato al partner, la fedeltà… io ho una versione un po’ più disillusa della cosa.

un’occhiata dentro

Postati in Senza Categoria su luglio 25, 2008 da Daniell

Stamattina mi hanno fatto una radiografia al torace, io volevo farmela per vedere se avevo il cuore. Anche il dottore all’inizio ne dubitava, ma poi si è scoperto che era tutto a posto, ho tutto: cuore, polmoni, milza, tante vertebre e costole eccetera.

Mi sono guardato quelle 3 lastre per parecchio, erano perfettamente identiche. Non so perchè ne abbiano fatte tre, ma ho fatto in tempo a pensarci solo mentre tornavo a casa. Erano così pallide quelle foto, anche tenendo conto che si tratta di un negativo non riesco a credere che il mio cuore sia così pallido. Di certo sono molto più fotogenico di dentro che di fuori, tanto che potrei mettere una di quelle lastre nere come Avatar di Facebook o di Msn, ma poi mi riconoscerebbe soltanto il mio medico, e magari avrebbe comunque problemi a ricordarsi il mio nome. “Ciao….lastra H501X, più passa il tempo e più credo che interiormente sei proprio una persona bellissima”.

Ho girato una ventina di minuti con una di queste pellicole davanti agli occhi, cercando di immaginarmi al centro della cavità toracica, seduto col popò poggiato sulla Aorta. Secondo me è stato quasi come essere daltonico per una ventina di minuti. Poi ho acceso la musica, avevo solo una mano libera perchè con l’altra reggevo la lastra, ed ho messo i Camera Obscura, che è la prima cosa che avevo sotto mano: Sono sicuro che il mio cuore ci sente benissimo, era possibile distinguere ogni nota anche con la testolina schiacciata tra quelle sacche di cui ignoravo l’esistenza fino a stamattina, e benchè si faccia qualche difficoltà con i colori, da li non ci vede neanche tanto male.

Come riciclare il Burro

Postati in Senza Categoria su luglio 12, 2008 da Daniell

Per uscire da una serata di pura noia, in cui avrei dovuto ubriacarmi e ridere, con persone con cui credo avrò mai niente da condividere, mi impegnai ad andare a vedere un film muto, di venerdì sera, ad un posto chiamato Oberdan.
Forse non è stato un buono scambio un film muto, che per altro avevo già visto, con una bella ciuccata, chicchessia il compagno. Sicuramente non lo è stato, ma dato che in tanti anni ho avuto modo di dare seconde chances a tutti, perchè non darla ad un circolo cinematografico. È questo vero? un circolo cinematografico.
Il giorno dopo avrebbero dato Ultimo Tango a Parigi, che non avevo ancora visto, ma che sapevo parlava di sesso, e nient’altro. Ma non era un porno, era solo sesso, tipo erotismo, ci sono questi termini zozzi per potere etichettare le porcherie fatte da artisti. Uno qualsiasi va bene. Non porno, porno non lo era.
Mi sedetti, in un bel posto centrale. C’erano parecchi giovanotti, circa della mia età, che il sabato alle sette, puntavano sul cinema d’autore. Eravamo io, il mio amico sulla destra, due ragazze sulla sinistra, a distanza di un solo posto vuoto tra noi. Diedi loro un’occhiata veloce: due belle ragazze. Avessi bevuto…beh non facevano per me, non me le sarei scopate comunque.
Dopo pochi minuti di film, cioè appena dopo una prima pinciatina tra Marlon Brando e quell’attricetta con le tette grosse, la tipa seduta alla mia sinistra prende coraggio, compie il balzo e si piazza affianco a me, sul sedile vuoto. Lo fa molto platealmente, in pratica mi frana addosso, si scusa, si ricompone e resta appoggiata al sedile, sulla maniglia destra, quella che ci divideva.
Ebbi qualche minuto di tempo per riflettere sul significato di quel gesto, una decina, poi iniziai a scrutarla, per capire se, in fondo, era poi meglio di quello che credevo. Forse lo era, nel buio poi, si vedevano solo quella coppia male assortita nel video, che continuava a darci dentro.
Alla scena di sesso anale, quella con il burro, quasi uno stupro, la brunetta si appoggia sul mio braccio, ed io…ancora non ho capito cosa avrei dovuto fare. Quale approccio poteva esserci? Il film suggeriva soltanto che due persone, in un film, potevano scopare ininterrottamente, senza pretendere nulla l’uno dall’altra, neanche il nome. L’applicazione pratica di questo concetto alla vita reale mi risulta ancora impraticabile.
Come rispondo alle ragazze che palesemente ci provano di solito?
Cerco di flirtare un pochettino, bevo qualcosa per sciogliere la timidezza (sono estremamente timido dietro questa armatura da spaccone) e dopo poco mi faccio un progetto sulla ragazza, del tipo: sesso subito, tempo perso, stasera non c’è di meglio, meglio andare a casa. Ma li? Ancora timido e sobrio?
Avrei dovuto attaccare bottone al Cinema? Toccarle le tette e vedere la reazione?
Non feci niente, ecco cosa accadde. Oggi, non farei niente comunque, qualche bel mandrillo, se può mi spieghi cosa fare per uscirne a testa alta, invece di scappare evitando di incrociare lo sguardo.
Di lei ricordo: era magrolina e vestiva decentemente, poteva anche essere una frequentazione interessante oltre ad una mangiauomini frequentatrice di film dalla forte carica erotica. Aveva dei capelli neri, lucidi, ma non era un gran bel lucido, aveva un caschetto corto con il tono di una parrucca da negozio di vestiti. La cosa mi eccitò alquanto, adoro i manichini dei negozi, sono il mio prototipo di donna perfetta. Se un giorno un manichino mi amerà sarò suo per sempre. Sembrava una ventenne che si porta molto giovane. Aveva i lineamenti da bambina, anche il fisico asciutto dava quest’idea. No, a pensarci non me la sarei scopata.
Essermi fatto trovare tanto impreparato non mi ha tolto il sonno, ma non sono tornato solo una volta all’Oberdan dopo quella sera, la mattina del giorno dopo.

appunto da una manifestazione

Postati in Senza Categoria con i tag su luglio 6, 2008 da Daniell

Era straiato sul suo letto, stanco e probabilmente brillo. Era pesante, su quel divano sembrava una pietra bella massiccia. Non doveva essere un ubriaco, non stava sbavando, respirava solo con molta fatica e l’alito era appena dolciastro, non si sentiva puzza di alcol, tutt’altro. Era un misto di sudore e latte. Mi sembrò strano ma poi sentii che doveva essere normale.

Non fui costretto ad aspettare a lungo una qualche reazione da parte di quel corpo disgustoso. Di colpo sobbalzò appena, qualche secondo dopo mugugnò qualcosa, dormiva ancora e probabilmente non aveva cercato di dire niente. Si vedeva che non stava sognando più. Poco dopo si irriggidì, iniziò a vomitare qualcosa senza neanche aprire gli occhi, muovendo solo la testa di lato. Sputò qualcosa di verde e tutto il resto sembrò più che deciso deciso a tenerselo dentro. Iniziò ad agitarsi e sudare, non volle ancora aprire gli occhi, così si sfregò soltanto le mani sul corpo ed ansimò, sommessamente, come in un atto sessuale. Non sembrava soffrire, anche se se ne stava rigido e si muoveva a strattoni. Andò avanti per una decina di minuti, noiosissimi.

La parte più divertente arrivò subito dopo, quando si mise le mani sulla fronte e digrignò i denti, paonazzo, sembrava uscito di se. Spinse e cercò di urlare a bocca chiusa. Poi fece una specie conato e si pisciò addosso. Finita la parte tornò a dormire.

Dopo un’ora riprese. Poi ritornò a dormire.

Dopo un’altra ora riprese. Mi sembrò strano ma poi capii che era normale.

Hector Horeau

Postati in Senza Categoria su luglio 6, 2008 da Daniell

“Voglio solo questo. Voglio vedervi crepare, voi che mi avete dato la vita. E insieme a voi tutti quelli che poi me l’hanno tolta, goccia dopo goccia.”

Non mi importa chi siete, non so avete fatto. Io vi Odio. Odio voi che non avete un nome, voi che vi nascondete, voi che mi spiate, odio come vi muovete, odio come ci siamo conosciuti, odio la simpatia con cui vi rivolgete a me, odio i vostri vestiti, le vostre abbronzature, i vostri occhiali, la vostra patetca voglia di vivere. Odio il vostro vocabolario falso, odio come vi riempite la bocca di parole che non vi apaprtengono, odio come fate gli offesi, come fate i pensosi, odio la vostra aria di sufficienza, odio il vostro stupore nello scoprire che il sole oggi è sorto. Odio i vostri lègami, odio il vostro amore, odio il vostro vino, i vostri umori, le vostre storie, odio ogni singolo attimo che avete vissuto. Odio tutto quello che ci accomuna, odio le vostre esercitazioni, i vostri ristoranti, le vostre discoteche, i vostri free drink, i vostri drink, le vosre cannucce colorate, le costre camicie. Odio i vostri colletti, le vostre polo sformate, le vostre scarpe firmate, odio la vostra stupidità e come ne andate orgogliosi. Odio le vostre idee ed odio quei coglioni a cui avete copiato le vostre idee, odio le vostre riviste, le vostre manifestazioni, le vostre rassegne e le vostre fiere. Odio i vostri libri, i vostri tetri, i vostri film muti, i vostri circoli, le vostre factory e quei cazzo di occhiali con la montatura enorme che vi mettete anche se no nvi servono ad un cazzo. Odio le vostre mossette, le vostre moine, i vostri guaìti, odio i vostri stage, le vostre vacanze, i vostri progetti e le vostre tombe.

Da voi non voglio niente

Andate a fanculo e lasciatemi essere demodè

fra 7 anni. 2015

Postati in Senza Categoria su maggio 31, 2008 da Daniell

-Due birre per favore.
chi cazzo gli ha detto che volgio una birra!
-Non voglio una birra, grazie. Un martini per me.
-Allora due Martini.
che fa gli allunga pure la carta.
-Cha fai?
-Se posso permettermi offroio.
bravo, guadagni punto
-Ma non è il caso, davvero.
-Insisto.
-Va bene.

-Allora Dani, come va al lavoro?
Guadagno tanto, ora sono Sales maneger a capo di un gruppo di lavoro di 8 persone. Ucciderei 7 delle 8. Si salva solo la mia assistente, scelta solo per scoparmela, ci sono riuscito subito. Forse ucciderei anche lei a pensarci bene.
-Benissimo a te?
-Fantastico. Abbiamo appena introdotto un nuovo sistema di gestione di magazzino.
-Non mi dire.
-Si, siamo i globuli rossi dell’azienda, come dico sempre.
Patetico.
-Come faremmo senza voi ai Sistemi Informativi.
-Ha, Ha! Puoi dirlo forte. Praticamente adesso tutte le unità produttive hanno un codice numerico a tre cifre che corrisponde, la prima cifra al livello funzionale, la seconda al livello divisionale, la terza alla divisione prodotto. Poi dopo le tre cifre c’è una sigla di due lettere che identifica la fase del processo produttivo. Ti starai chiedendo le quattro lettere fiali a cosa servono?
…Ci sono ancora lettere?
-Ovviamente.
-Indicano la provenienza dei componenti. Se inizia con la O indica che sono presi dall’esterno, Outsourching, con la E che le abbiamo prodotti internamente. Quelli con la O poi hanno solo lettere e ci dicono da dove vengono ed a che fase del processo le abbiamo acquisite, quelle con la E ripetono l’orine delle tre lettere iniziali, però riferite alla produzione del semilavorato: la prima cifra al livello funzionale, la seconda al livello divisionale, la terza alla divisione prodotto. Non è eccitante?
-Fantastico.
UCCIDETEMI.

Curriculum Accademico Pt.2

Postati in Senza Categoria su maggio 29, 2008 da Daniell

Daniele ha sempre avuto un debole per l’arte. L’arte è per tutti, anche per lui di più. Odiava dire che aveva un debole per l’arte perchè gli sembrava stupido che tutti d’arte. Daniele era uno studente della bocconi, in un corso di laurea dai contorni ambigui e dai contenuti alquanto nebulosi. Daniele aveva passato in tre anni lunghe giornate di studio, chiuso in una biblioteca, in una sala senza finestre ma con tanti neon. Ci entrava la mattina e non poteva vedervi il sole, e neanche i neon che vi erano nascosti. Però poteva studiare, materia dai nomi strani, in cui doveva usare calcolatrici e formule e che parlavano di cose perfette: economie perfette, monopoli perfetti, razionalità assolutamente perfette. Sapeva che queste cose non esistevano, c’era chiaramente scritto sul libro, le imparava comunque volentieri perchè quelle astrazioni perfette parevano si astruse, ma avrebbero permesso di capire meglio la realtà. Daniele però la realtà non poteva vederla perchè nella sua sala non c’erano fineste, non poteva vedere neanche i neon. Vedeva solo i libri e le cose perfette di cui, sempre i libri, parlavano. Lo faceva volentieri perchè andava molto bene, e alla prima lezione di Economia, un commercialista, come sua mamma, gli aveva detto che l’Economia era una materia umanistica. Alla faccia del professore di matematica, del latino, della dicotomia matematica-latino, ingegnere-venditore ambulante, tutte quelle formule perfetto lo avrebbero reso un umanista ricco, come sua mamma.

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